giovedì, 29 giugno 2017

Comune di Greccio

BORGO MEDIEVALE DI GRECCIO

Il borgo medievale di Greccio, nella Provincia di Rieti, è arroccato a 705 metri d'altitudine, su un bastione roccioso, alle pendici del Monte Lacerone, affacciato in splendida posizione panoramica sulla valle Santa Reatina.

Fondato probabilmente da una colonia Greca, in tempi antichissimi, si hanno notizie delle battaglie sostenute con le comunità vicine fin dal secolo XI, data della nascita del Castrum.

Nel primo periodo della sua genesi, più precisamente negli anni a cavallo del 1100, il castrum Greciae conobbe una fase di grande sviluppo demografico ed urbanistico in seguito all'immigrazione degli abitanti di Rocca Alatri, un centro situato nei pressi della vicina abbazia cistercense di San Pastore, che cominciò a spopolarsi in quel periodo.

Nel 1242 fu distrutto ad opera delle truppe di Federico II di Svevia che, in guerra contro la Santa Sede e non riuscendo ad espugnare Rieti dopo dieci mesi di assedio, incaricò nel mese di maggio il suo capitano generale Andrea di Cicala di mettere al ferro e fuoco l'intero circondario.

Fu la più drammatica devastazione che il paese subì, insieme al saccheggio delle truppe napoleoniche che si consumò nel 1799.

L'antico borgo conserva intatta la sua struttura, tipica di un "castrum" fortificato, nella quale spiccano i resti del castello, risalente al secolo XI.

CHIESA PARROCCHIALE DI S. MICHELE ARCANGELO

Nella parte più elevata del colle si erge la Chiesa Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, restaurata dopo il 1799 e rimasta chiusa fino al 1808, anno in cui il Vescovo Saverio Marini ed i priori di Greccio avviarono le prime iniziative di recupero affidando l'incarico dei lavori dapprima al Bernasconi di Rieti e, successivamente all'Ing. Fedeli nel 1825.

Gli ultimi importanti interventi edilizi in S. Michele Arcangelo risalgono al periodo 1939 - 1944: oltre al rifacimento del tetto e ad altri lavori negli spazi interni, furono eseguiti interventi strutturali che riguardarono il consolidamento delle fondazioni e delle pareti, che erano state seriamente lesionate dal terremoto del 1915.

L'interno della chiesa, arricchito da opere cinquecentesche, si presenta oggi come un'ampia aula rettangolare, di circa m. 10 X 16 escluso il presbiterio, coperta a volta di botte con due cappelle laterali dedicate a S. Antonio da Padova e alla Madonna Immacolata.

Quest'ultima, che è la cappella di sinistra, è impreziosita da decorazioni in stucco attribuite a Gregorio Grimani, che le realizzò nel 1636 in concomitanza con i lavori di edificazione della cappella stessa.

Entrando, sulla destra, di notevole interesse è il Fonte Battesimale.

L'altare maggiore è dedicato a San Michele Arcangelo, Patrono di Greccio, raffigurato in una grande tela anonima ottocentesca mentre, sulle pareti ed il soffitto, sono presenti affreschi di autore ignoto, raffiguranti l'Ultima Cena e la Pentecoste. Di notevole pregio un Calice in argento dorato del sec. XIX e, degno di nota, un Ostensorio della fine del seicento.

Di particolare interesse sono le due acquasantiere dell'ingresso, realizzate con marmo rosa di Cottanello.

A circa cinquanta metri dalla chiesa, a destra, si trova la torre campanaria, edificata nel seicento sui resti di una delle due torri sopravvissute, tra le sei che presidiavano l'antica cinta muraria medievale, della quale rimane, ben conservata, anche una porta di accesso con arco a sesto pieno.

Ricca di decorazioni e stucchi preziosi anche la chiesa di S. Maria del Giglio, che domina la piazza principale, ai piedi del borgo.

Di stile barocco, la Chiesa è molto simile a S. Michele Arcangelo, sia nelle dimensioni planivolumetriche che nei tratti estetici.

Anch'essa mononavata e coperta a volta di botte, ha un altare centrale e due laterali ornati da decorazioni in stucco di scuola romana, con influssi di Carlo Fontana.

L'altare maggiore dedicato alla Madonna, è decorato da un tondo a tempera raffigurante la Vergine col Bambino, datato al primo quattrocento attribuito ad anonimo artista umbro; sull'altare laterale di sinistra vi è una tela raffigurante l'Adorazione dei Pastori attribuita a Carlo Maratta e recentemente restaurata con il contributo dei fedeli di Greccio, sull'altare di destra una Madonna col Bambino, S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga, firmata B. Raoni (1784), in prossimità del presbiterio un Martirio dei missionari francescani in Marocco, opera ottocentesca del pittore romano Zoffoli, proveniente dal Museo Missionario di S. Giovanni in Laterano.

Nell'anno 2006 la facciata della chiesa è stata restaurata grazie alla generosità di una famiglia del paese, come ricorda una lapide all'ingresso.

All'interno dell'abitato, si trova poi la Cappellina di San Francesco, che la tradizione vuole edificata nel luogo in erigere, a poca distanza da lì, il Santuario

La storia vuole che Francesco d'Assisi, che dimorava sul Monte Lacerone dal 1209, sceso a predicare agli abitanti di Greccio, affidasse ad un bimbo un tizzone ardente perché lo lanciasse nel luogo dove avrebbe edificato la sua dimora.

E il tizzone raggiunse la parete rocciosa dove oggi sorge il Santuario Francescano circondato da un bosco di lecci.

SANTUARIO FRANCESCANO

Conosciuto in tutto il mondo come la Betlemme Francescana, il Santuario è un poderoso complesso architettonico che sembra sorgere dalla nuda roccia.

Nucleo originario del Santuario è la Cappella del Presepio, edificata nel 1228, anno della canonizzazione del Santo, su una grotta dove, la notte di Natale del 1223,

San Francesco con l'aiuto di Messer Giovanni Velita signore di Greccio, previa autorizzazione pontificia, rappresentò per la prima volta nella storia del cristianesimo la nascita di Gesù, istituendo il primo Presepio. Essa è costituita da una piccola grotta scavata nella roccia, con una volta a botte a tutto sesto ribassato.

Sotto la moderna mensa dell'altare, la roccia viva dove il Santo depose il Simulacro di Gesù, mentre sulla parete retrostante, un pregevole affresco di scuola grottesca, restaurato nel 1952, rappresenta, in due scene, il Presepio di Greccio e la Natività di Betlemme con l'immagine della Vergine nell'atto di allattare il Bambino Gesù. All'estremità della lunetta, la Maddalena, protettrice degli eremiti.

Nel Presepio di Greccio viene riproposta l'iconografia dell'omonima scena dipinta da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi: Francesco, che indossa la dalmatica bianca dei diaconi, inginocchiato, adora il Bambino, in alto, a destra, il sacerdote celebra la messa.

Dietro Francesco sono raffigurati tutti gli altri protagonisti di quell'evento: in primo piano, l'uomo vestito di una lunga tunica rossa è, secondo la tradizione locale, Giovanni Velita, il nobile grecciano discendente dei conti Berardi di Celano che diventò grande amico di Francesco, alla sua sinistra, sua moglie Alticama Castelli di Stroncone ed il popolo di Greccio.

Numerosi sono i tesori artistici custoditi fra le antiche mura del Santuario.

La parete esterna della cappella del Presepio è decorata da due affreschi raffiguranti S. Giovanni Battista e la Natività, entrambe avvicinati alla scuola del Maestro di Fossa, pittore abruzzese del XIV secolo.

Da qui, attraverso un corridoio, si accede all'antico convento costituito dal refettorio, dal dormitorio e dalla cella del Santo che conserva la roccia su cui S. Francesco dormiva, un documento prezioso della fedeltà assoluta per Madonna Povertà.

Questi tre ambienti, fanno certamente parte del primitivo eremo più volte citato dal Celano, in quegli episodi della vita del Santo che in esso si sono consumati.

Nel piccolo antro che li precede, vi è la minuscola cantina di S. Francesco.

Al piano superiore si trova la Chiesa di San Bonaventura risalente al 1228 ed eretta per ricordare la canonizzazione del Santo, da considerarsi, quindi, la prima chiesa a Lui dedicata nel mondo.

All'interno, degni di attenzione, troviamo un Primitivo Coro dei frati in legno, un affresco raffigurante il Beato Giovanni da Parma, una Madonna col Bambino, tondo in legno, attribuito al fiorentino Biagio D'Antonio (sec. XIV) allievo del Ghirlandaio, un frammento di affresco (sec. XV) rappresentante il Santo che a Poggio Bustone riceve la Remissione dei suoi peccati e Pala dell'Altare in legno raffigurante la Deposizione tra Santi (sec. XVI).

Dalla chiesa si esce sul piazzale del Santuario attraverso un piccolo oratorio.

Qui, si trova, una copia cinquecentesca del ritratto di San Francesco il cui originale, secondo la tradizione, fu eseguito su commissione di Jacopa dei Settesoli, quando ancora il Santo era in vita. S. Francesco è colto nell'atto di asciugarsi gli occhi con un fazzoletto, a ragione della grave infezione che lo affliggeva negli ultimi anni della Sua Vita. Nella parte più antica del convento, attigua alla medesima Chiesa e costruito sopra i primitivi abitacoli, si trova il Dormitorio Ligneo di San Bonaventura da Bagnoregio, risalente, secondo la tradizione, all'epoca in cui S. Bonaventura fu Generale dell'Ordine Francescano (1260 - 1270).

Si tratta di un ambiente veramente originale, con soffitto a capriate, nel quale, per mezzo di sottili tramezzature lignee, sono state ricavate piccole celle, separate da uno stretto corridoio centrale ed abitate dai frati fino al 1915.

Nella prima cella, secondo la tradizione, avrebbero dimorato, tra gli altri, i SS. Bernardino da Siena, Bonaventura da Bagnoregio.

All'uscita del dormitorio si trovano, non ancora aperte al pubblico, addossate alla roccia e poco distanti l'una dall'altra, la Grotta del Beato Giovanni da Parma (VII Ministro Generale dell'Ordine) dove visse in ascetica penitenza per ben 32 anni, dal 1257 al 1289 e la Celletta di San Francesco, luogo solitario della Sua preghiera personalissima.

All'interno di quest'ultima, sopra un piccolo altare, un affresco settecentesco ricorda il momento della morte del Santo.

Nell'ampio piazzale del convento, da cui si domina la verde conca reatina, si trova la nuova chiesa costruita nell'anno 1959 su progetto dell'architetto Carlo Alberto Carpiceci.

All'interno della chiesa si accede attraversi due portali in bronzo realizzati dal Maestro Lino Agnini.

L'interno prende luce dalla vetrate policrome di Padre Alberto Farina raffiguranti scene e personaggi legati alla vita di Francesco.

Nella chiesa sono conservati due interessanti presepi in terracotta e in legno, opera degli scultori Luigi Venturini e Lorenzo Ferri.

Nel matroneo della stessa chiesa è allestita una Mostra di Presepi, a testimonianza di come la creatività di San Francesco abbia contagiato il cuore degli uomini. Presepi, frutto della sensibilità di artisti, più o meno noti, che denotano la spontaneità semplice che un po' tutti ci portiamo dentro.

...E GRECCIO SI TRASFORMA IN UNA NUOVA BETLEMME

Correva l'anno 1223 quando San Francesco d'Assisi scelse l'umile paese montano di Greccio, affacciato sulla vasta conca reatina, per rievocare la nascita del Salvatore.

La somiglianza dei luoghi con quanto il Santo aveva visto in Palestina lo portò a realizzare un evento che ancora oggi segna la storia della nostra terra.

L'intento del Santo poverello era quello di far capire ad un popolo rozzo e lontano dagli insegnamenti cristiani, l'evento misterioso della nascita di Gesù.

Greccio, luogo ricco di povertà, ebbe il privilegio di vedere la realizzazione del Primo Presepio Vivente con l'attiva partecipazione di Giovanni Velita, amico devoto del Santo, Signore di Greccio e, del popolo tutto che corse alle grida degli araldi inviati dal Santo ad annunciare l'evento che ha elevato Greccio a punto di riferimento della Cristianità tutta.

Dalla realizzazione del primo presepio, la cittadina di Greccio costituisce senza dubbio un patrimonio della fede e della cultura di tutto il mondo, custodendo la primogenitura di un simbolo dell'aspirazione degli uomini alla fratellanza e alla pace eliminando ogni differenza dovuta a razza, religione, lingua o altre barriere di carattere ideale, culturale o fisico.

La meravigliosa idea concretizzatasi con la realizzazione del Presepio da parte del Poverello d'Assisi, non ha soltanto consentito alla Pro-Loco di Greccio di rappresentare nuovamente l'evento, sin dall'anno 1972, ma ha fatto sì che a distanza di otto secoli, l'Amministrazione Comunale di Greccio abbia voluto realizzare il Museo Mondiale del Presepio nei luoghi tanto cari a Francesco.

La struttura è il frutto di un sapiente recupero dell'antica chiesa di S. Maria, risalente al XIII secolo e di un altro edificio storico oramai diroccati nei pressi del centro storico di Greccio, per dar vita al più importante Museo della Natività ed ai presepi di tutto il mondo che ospiterà le espressioni artistiche di tutte le culture su questo tema che è ormai patrimonio dell'umanità intera.

NATURA-FONTE DEL LUPETTO

Tra le seducenti bellezze della natura, a Greccio vi è quella di copiose sorgenti d'acqua saluberrime, tra le quali primeggia per purezza e leggerezza rare, l'acqua minerale della "Fonte del Lupetto" che scaturisce in gran copia dalle roccie del Monte Peschio. La Fonte è situata sul punto più elevato di tutto il paese, a pochi passi dall'abitato, in un luogo veramente ameno e pittoresco, ha tutte le attrattive romantiche, e per le scogliere guarnite di verzura e fiori naturali e per la freschezza del poetico bosco, ricco di innumerevoli varietà di piante silvestri, e per il suggestivo panorama che lassù si svolge.

Il nome di Fonte del Lupetto sembra esserle venuto dal fatto che il proprietario del luogo ove sgorgava, bevendola abitualmente avesse di consueto un appetito da far concorrenza alla bestia della quale fu a lui affibbiato tal nome; ma si dice anche che quel lupo, che divorava le genti di quel castello, dimorasse in quel bosco e, bevendo della medesima, diventasse più vorace.

Nel 1912, il Prof. G. Trotterelli (Dir. R.Istituto di Chimica e Metallurgia di Terni) dichiarava dopo attente analisi l'acqua di Fonte del Lupetto: purissima, alcalina, litiosa, digestiva, diuretica, antiurica, indicata per le malattie degli organi digerenti, delle vie urinarie, contro la gotta, la renella, nefrite e inappetenza etc.

All'epoca, la Fonte del Lupetto era compresa nella categoria delle oligometalliche, con un residuo fisso di gr. 0,15 per litro.

Abbandonata per anni, si sta ora provvedendo al totale recupero della stessa, per consentire la fruizione dell'acqua salutare.

NATURA-LA CAPPELLETTA

La Cappelletta, chiesa di S. Francesco, è situata sulla vetta dell'omonima montagna, uno dei luoghi più suggestivi del territorio Comunale.

Vuole la storia che questo luogo fosse la prima dimora del Santo d'Assisi allorché decise di stabilirsi a Greccio: "Ivi, Egli fece costruire una misera capanna di arbusti, fra due folti carpini, atta a preservarlo dalle intemperie invernali e dai calori estivi

Il posto è senza dubbio incantevole; si trova a quota 1205 m.s.l. e scopre una veduta panoramica a 360 gradi che permette di dominare sia l'intera Valle Santa Reatina quindi tutti i luoghi francescani in essa presenti (Poggio Bustone, La Foresta, Fonte Colombo e lo stesso Santuario di Greccio), sia la terra Sabina ad ovest fino addirittura a scorgere, in condizioni di particolare limpidezza, la Cupola della Basilica di S. Pietro a Roma.

L'edificio attualmente presente sul posto è stato fatto edificare nell'anno 1712 da Papa Clemente XI in memoria di S. Francesco d'Assisi.

L'edificio, fin dalle prime origini (1712) era costituito da una minuscola e povera chiesuola; circa intorno all'anno 1889 fu edificata una casupola affiancata utilizzata come rifugio per i pastori.

L'originaria chiesetta è ancora oggi integra nella propria conformazione e nelle proprie dimensioni; essa è caratterizzata da una minuscola stanza dove è presente un povero altare in legno. Il soffitto è costituito da una volta a tutto sesto realizzata in mattoni e le pareti risultano intonacate e tinteggiate con calce bianca.

Sulla parete est si apre una finestrella che si affaccia sulla Valle Santa Reatina.

Nel corso degli anni, fino ai giorni nostri, il complesso dell'intero edificio è stato oggetto di successivi ampliamenti e di interventi anche di consolidamento strutturale.

 

Bibliografia: 

Prof. Francesco Benedetti; Greccio - Dal castrum ai nostri giorni: un viaggio millenario nel segno della presenza di Francesco d'Assisi - 2007 
Arch. Marcello Mari; Nello spirito di San Francesco - 2006 
Coordinamento: Mara Francia (Ufficio Turistico Comune di Greccio) 

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